Il conflitto è importante. Lo ripetono sempre, ad esempio, i narratologi che tendono a individuare nel conflitto il motore se non proprio di tutte, almeno della maggior parte delle storie. Si era spinto ben più in là Eraclito affermando, in uno dei suoi frammenti più celebri, che «Polemos è padre di tutte le cose». Nella visione del filosofo presocratico, insomma, il conflitto (così possiamo tradurre “polemos”) è l’origine di tutto, è la base su cui poggiano non solo le nostre esistenze, ma la realtà stessa. Di parere simile sono certamente i filosofi francesi Miguel Benasayag e Angélique Del Rey, che nel loro saggio Elogio del conflitto scrivono: «Il conflitto non è antropocentrico, è consustanziale alla vita, all’esistenza in ogni sua forma; il conflitto è un dispositivo ontologico».

Uscito nel 2007 in Francia (in Italia fu pubblicato per la prima volta da Feltrinelli l’anno successivo) il saggio di Benasayag e Del Rey è considerato ormai un classico contemporaneo sul tema: si tratta insieme di una dimostrazione della necessità del conflitto e di una sua difesa. Indicando il conflitto come elemento fondamentale e fisiologico della vita e dei rapporti tra persone, gli autori mettono in guardia da qualunque progetto sociale o politico che pretenda di poterlo eliminare dall’orizzonte della convivenza umana. La critica esplicita del libro è rivolta alla tendenza viva nella società occidentale contemporanea che vorrebbe spingere, spesso mediante una logica securitaria, verso la rimozione di ogni tensione sociale e interiore. Il risultato di tali tendenze porterebbe, più che a vera pace o giustizia, a una “devitalizzazione della società” e, in definitiva, a nuove forme di barbarie, perché finiscono per trattare l’essere umano come un soggetto astratto e “formattato”. L’invito degli autori è piuttosto a riscoprire (e a preservare) il valore creativo delle contraddizioni, ribadendo che «ogni elogio del conflitto è un elogio della vita».

Partendo da queste premesse risulta evidente che imparare a gestire i conflitti comporti anche un imparare a starci dentro. È quanto viene detto fin dalla premessa di Nel cuore del conflitto di Sara Bonacini, pubblicato recentemente da Erickson. Bonacini è

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