Non è di per sé particolarmente stupefacente che un dipinto celebre come il nostro si sia deciso a confessare oggi un dettaglio sfuggito agli insistenti interrogatori registrati dalla letteratura precedente – tenendo poi conto delle tecnologie attualmente a disposizione della diagnostica artistica, che hanno enormemente esteso l’ambito di ciò che è “dettaglio”. In merito al nostro pittore, segnalo quella che mi pare la collezione più ragguardevole di risultati scientifici acquisiti con tecnologie recenti: Dominique Allart et al., The Bruegel Success Story: Papers Presented at Symposium XXI for the Study of Underdrawing and Technology in Painting, Brussels 12-14 settembre 2018 (a cura di Christina Currie, Peeters, Lovanio 2021). Stupisce, però, che questo accada 1) col dipinto di un pittore celebre per i suoi dettagli, e 2) che si tratti di un dettaglio manifestamente (ancorché ironicamente) significativo. Rimando qui a Gregory Bateson, fortemente responsabile dell’impostazione del mio lavoro (Stile, grazia e informazione nell’arte primitiva, in Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano, 1977, p. 167): «La mia indagine, dunque, non è sul significato del messaggio, quanto piuttosto sul significato del codice scelto».
Il dettaglio che ci interessa si trova nell’angolo in basso a sinistra della Lotta tra Carnevale e Quaresima di Pieter Bruegel il Vecchio, Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti