Il 28 maggio 1849, Richard Wagner attraversò il Lago di Costanza e, con un passaporto falso, raggiunse la libertà e la sicurezza rappresentati dal versante svizzero dello stesso lago, in fuga dalle autorità giudiziarie sassoni, che lo accusavano di aver preso parte alla Rivolta di maggio a Dresda. Se, andando in esilio, Wagner riuscì a evitare una condanna al carcere o alla pena di morte, si ritrovò esule e in gravi difficoltà finanziarie. Per arrotondare le sue poche entrate si propose come direttore d’orchestra, e fu proprio in occasione di un concerto diretto a Zurigo, nel febbraio del 1852, che ebbe modo di conoscere, tra il pubblico, i coniugi Mathilde e Otto Wesendonck. Egli trovò immediatamente interessanti i suoi nuovi ammiratori: Otto, poiché essendo un affermato commerciante di seta, in possesso di una considerevole fortuna, gli poteva venire utile sotto il profilo economico; Mathilde, che all’epoca aveva solo ventitré anni, perché era attraente, e si rivelò in più colta e sofisticata. E, a sua volta, lei non solo adorava la sua arte, ma lo ammirava anche come uomo.
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