Mi raccontò, Pasquale Squitieri, di come lui e Claudia Cardinale si innamorarono. Galeotta fu la preparazione del film I guappi. Si era poco prima dell’estate del 1973 e il produttore Gianni Hecht Lucari, che aveva alle spalle l’Oscar vinto con Il giardino dei Finzi Contini, voleva fare qualcosa con Squitieri, reduce dal successo di Camorra. Passò l’idea di un prequel, che scavasse alle radici del fenomeno camorristico: una origin-story, si direbbe oggi. Claudia Cardinale come protagonista femminile: Squitieri se la ritrovò “piovuta dall’alto” e storse il naso, da principio; non la voleva, troppo “diva” per i suoi gusti. Lui vedeva Angela Luce nel ruolo di Lucia Esposito, napoletana, verace, schietta, e non l’attrice della quale Federico Fellini ebbe a lodare, dopo esserne rimasto folgorato dalla visione in Un maledetto imbroglio di Pietro Germi «quegli occhi che guardano accanto al naso, quei capelli bruni lunghi e spettinati, quel viso di cerva, di gatta e così passionalmente perduta nella tragedia».

Cominciò così una querelle, che Squitieri, trent’anni dopo, avrebbe giudicato “stupida”:

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