«Stai attenta: quando sarai da lui ti farà assaggiare la ruggine della grattugia come condimento delle carote, proprio come suo fratello». Sulla soglia del viaggio che stavo per compiere – era la primavera del 2011 – in Vermont, a due passi dal Canada, dove abitava l’ultimo fratello rimasto in vita dello scrittore Guido Morselli, i nipoti Loredana e Gianluca (figli della sorella Maria), conoscendo le corrispondenze dei temperamenti dei due fratelli, mi mettevano in guardia. Tuttavia Mario Morselli, a differenza di Guido, non se la cavava così male ai fornelli e mi preparò gustosi spaghetti al sugo, rigorosamente Barilla (dello stabilimento americano) conditi da calici di Pinot Grigio. Ma che cosa cucinava, invece, suo fratello Guido? Già: che cosa preparava da mangiare uno scrittore del Novecento?
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