Il tuo pessimismo da quattro soldi
Chiaramente aveva fatto proseliti
(Baustelle, Amanda Lear)
Si sono formati nello stesso ambiente accademico, la Scuola Normale di Pisa; hanno avuto almeno un maestro in comune (Francesco Orlando, che parlava di una letteratura che dice sempre il contrario di quello che la società vorrebbe che dicesse); esibiscono letture e gusti non del tutto coincidenti ma in buona parte simili (la tradizione della lirica moderna, il romanzo realistico otto-novecentesco). Nonostante questo, Walter Siti e Guido Mazzoni non si somigliano – generazioni diverse e diverse storie personali determinano psicologie quasi opposte, che a loro volta contribuiscono a forgiare uno stile saggistico divergente. Ordinato, geometrico e imperturbabile quello di Mazzoni; paradossale, movimentato e in costante cortocircuito col “vissuto” quello di Siti.
Ma è interessante che si somiglino, in alcuni punti cruciali, i loro ultimi libri. In Senza riparo. Sei tentativi di leggere il presente (Laterza, 2025) Mazzoni tenta un bilancio della “fine delle sicurezze” percepita un po’ ovunque in Occidente; in La fuga immobile. Lo strano caso della Generazione Z (Silvio Berlusconi editore, 2025) Walter Siti s’interroga sugli adolescenti di oggi, e più in generale sull’omologia tra le loro fragilità individuali e quelle che appaiono debolezze collettive, ben incistate nel mondo degli adulti. Il tema vero è comune, ed è a ben guardare quello della mutazione: entrambi riflettono Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti