In parallelo alla caduta della mia (ormai ex) folta chioma ho iniziato a sentirmi sempre più un matusalemme foucaultiano. E da canuto individuo ho cominciato a coltivare una certa propensione antisociale. Ciò significa che in ambito relazionale tendo a non fidarmi minimamente di due categorie umane in apparenza opposte ma identiche: coloro che affermano che oggi nessuno (lacrime moderne) sia più disposto ad amare con impegno, esclusività e serietà (in memoria di tempi andati) e coloro che tramite manuali ti propinano nuove mirabolanti configurazioni relazionali (puro futuro di antiquariato) come panacea di tutti i mali. 

Ammicco a una terza via che Lorenzo Petrachi in Rovine dell’amicizia (Orthotes, 2022) – collegandosi alle teorie foucaultiane – definisce in questo modo:

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