Negli ultimi anni, i social e in particolare YouTube sono stati invasi da un format narrativo sempre più popolare: i cosiddetti video emozionali. Brevi drammi morali confezionati per suscitare lacrime e riflessioni lampo, prodotti da canali come Kiko.Co (372.000 iscritti) e Story Impact Italia (304.000 iscritti), che promettono di «toccare il cuore» degli spettatori con storie semplici e «d’impatto».
Io li ho scoperti tramite le mie due figlie adolescenti e un amico che – disgraziatamente – ne scrive i soggetti. Una manciata di «attori», sempre gli stessi, e infinite variazioni sul tema. Dietro la patina edificante, questi video parlano di giustizia o si limitano a mascherare (a contrabbandare) un bisogno collettivo di vendetta, magari sotto la specie piuttosto appagante del karma istantaneo? Per l’idea che mi sono fatto, guardandone a bizzeffe (durano pochi minuti), direi che il karma è del tipo pronto-solubile, la vendetta invariabilmente plateale. Talvolta, al posto della vendetta è dato di assistere a una redenzione.
Il format nasce negli Stati Uniti, dove canali come Dhar Mann Studios (24mln di iscritti), DramaBox (11mln) o ReelShort (5mln) hanno fabbricato un’estetica precisa e replicabile: narrazione breve, carica morale, redenzione, punizione. Da lì, l’onda è arrivata in Italia – con toni meno declamatori ma spiegoni morali ugualmente insopportabili, e la medesima ossatura pedagogica.
Il modello è semplice-semplice: si prende un conflitto quotidiano, si inserisce un personaggio negativo e lo si guida verso una trasformazione, ma quasi sempre una punizione esemplare, che produca sollievo emotivo nello spettatore.
I video seguono generalmente una formula in tre atti. 1) Un’ingiustizia: un padre assente, una ragazza bullizzata, un datore di lavoro cinico, di solito un cinismo autocompiaciuto, Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti