Due film stranamente gemelli sono in sala in Italia in queste settimane. Diretti da due donne, raccontano l’incubo della maternità, il suo orrore. Die my love di Lynne Ramsay era in concorso a Cannes, dove è stato accolto in modo contrastante. Jennifer Lawrence e Robert Pattinson si trasferiscono da New York in un paesino rurale dopo la nascita del figlio di lei. E cominciano visioni, instabilità e deliri da parte della neo-mamma. Da sempre regista vistosa e sopra le righe, Ramsay vuole evitare gli stereotipi sulla depressione post partum, tema ormai sfruttato anche al cinema. Die my love, tratto dal romanzo dell’argentina Ariana Harwicz, guarda a certe cose di Polanski (forse Repulsion più che Rosemary’s baby) e purtroppo anche Mother! di Daniel Aronofsky, che aveva la stessa protagonista.

Il primo figlio, diretto da Mara Fondacaro e mostrato in anteprima all’ultimo festival di Pesaro, sceglie direttamente la via dell’horror. Anche qui una donna incinta (Benedetta Cimatti) si trasferisce col marito (Simone Liberati) in una bella casa in campagna, ma stavolta l’inferno comincia in gravidanza. Il fatto è che la coppia aveva perso poco tempo prima un altro figlio in un incidente, e il bambino così amato sta tornando sotto forma di fantasma per impedire che un altro prenda il suo posto nella vita dei genitori. E qui fra i modelli viene subito in mente A Venezia… un dicembre rosso shocking, inquietantissimo gotico con Donald Sutherland e Julie Christie.

Nel frattempo, è ancora in sala il film dei fratelli Dardenne, Giovani madri, ambientato in una casa-famiglia per ragazze madri, che ha ovviamente una prospettiva diversissima,

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