Qualche tempo fa, su un quotidiano locale, mi è capitato di leggere questo titolo: “Carlo Cracco porta la piadina IGP romagnola al Vinitaly di Verona”. Ho scrollato oltre, ben consapevole che, per sopravvivere, i giornali di provincia devono oggi pubblicare davvero di tutto. Eppure mi è venuto quasi naturale provare a interrogare quella notizia con gli occhi dello storico (che non sono): da quando la nostra società è arrivata a considerare quel fatto una notizia degna di un posto in rilievo nella homepage di un giornale, e perché? E cosa dice di noi questa ossessione per il cibo? L’ho chiesto ad Alberto Grandi, professore di storia dell’alimentazione all’Università di Parma, autore di DOI – Denominazione di origine inventata, uno dei più seguiti podcast italiani, realizzato assieme a Daniele Soffiati. Da qualche anno Grandi è diventato piuttosto famoso come debunker della tradizione culinaria italiana, smontando miti recenti come la carbonara, la pizza, la pasta e scatenando, col suo stile provocatorio, non poche polemiche. Il suo ultimo libro è L’invenzione del cuoco. Contro le bugie degli chef (Mondadori, 2025).
Come siamo diventati ossessionati dal cibo, e perché?
Come dico spesso, non mi occupo più di storia dell’alimentazione, ma della storia di un’ossessione. Questo è diventato il focus della mia ricerca negli ultimi anni, e per questo la mia risposta è ancora provvisoria. Credo che tutto sia iniziato negli anni Settanta, quando il sogno di una crescita infinita e senza costi si è interrotto. L’Italia ha, da un lato, progressivamente puntato sul turismo come leva economica importante; dall’altro ha cominciato a credere di meno al futuro e molto di più al passato – ancor meglio se inventato o patinato. In questo contesto, l’enogastronomia ha giocato un ruolo fondamentale, sia come marketing territoriale, sia come costruzione di un mito e di un’identità. Il percorso continua fino a esplodere negli anni Duemila; dopo lo spartiacque del Covid, il fenomeno è diventato patologico. Si sovrastimano il turismo e l’enogastronomia come settori trainanti dell’economia, Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti