La doccia, il coltello, il bel viso di Marion (Janet Leigh) deformato dall’orrore: nel 1960 Psycho di Alfred Hitchcock punzecchia le nostre certezze, portandoci a chiederci di cosa abbiamo segretamente più paura. Capita che a non lasciarci dormire la notte sia proprio ciò che abbiamo di più vicino, rassicurante e familiare: ad esempio, la figura materna. L’archetipo della madre è così potente che basta evocarlo per vederne gli effetti: una delle madri più note e terrificanti della storia del cinema è un personaggio che non è mai davvero presente sullo schermo. È una questione culturale: nell’immaginario occidentale la maternità è un concetto centrale, così importante che persino il suo spettro riesce a influenzare la percezione di ciò che ci circonda. Nei film horror, come quello di Hitchcock, questo assunto vale per la trama: fino alla fine, il pubblico è portato a credere che la madre di Norman sia l’assassina di Marion.
Ma cosa succede quando la madre è una figura deviante senza essere malvagia o terrificante?
Nel 1967 Il laureato di Mike Nichols inizia a delineare quello che American Pie (1999) di Paul Weitz e Chris Weitz renderà impossibile ignorare: che in fondo non è un problema se una madre ci fa paura, è molto peggio se finiamo per trovarla sessualmente attraente. «Milf! Milf! Milf!» invocano al passaggio della bella Mrs Stifler i giocatori di football e i festaioli dell’East Great Falls High School, mentre il loro amico Steve Stifler – il figlio –, in genere spregiudicato, aggressivo e sempre pronto a sedurre chiunque gli capiti a tiro, distoglie lo sguardo imbarazzato. L’umorismo è una spia di quello che non va: nello scherno che investe il protagonista di American Pie è evidente il conflitto tra la costruzione tradizionale della figura materna, accudente e unicamente dedita alla famiglia, e la mom-as-a-vamp che persegue il proprio piacere. Eppure, Mrs Stifler rientra perfettamente in tutti i canoni, non è oscena.
L’acronimo MILF (Mother I’d Like to Fuck) si riferisce a un archetipo molto specifico di donna in termini di Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti