Il personaggio incomprensibile che muove questa poesia, questo organismo testuale, questa desolazione latente, ricorre a una convenzione qualsiasi per farsi comprendere dagli altri, anche se non vorrebbe.

Il personaggio incomprensibile sente le convenzioni iniziare ad allagare la parte bassa dello scafo, deteriorare le merci nella stiva, compromettere i motori, una serie di fondate ragioni per chiedere aiuto o darsela a gambe, eppure resiste.

Il personaggio incomprensibile quando dorme sogna un uomo coinvolto in un incidente stradale, le gambe dell’uomo dalle ginocchia fino ai piedi un insieme di carne ossa e legamenti, il rosso degli organi che fuoriesce dall’involucro.

Il personaggio incomprensibile che si sente dire per te è sempre stato naturale non chiedere aiuto, sei cresciuto come sei cresciuto.

Il personaggio incomprensibile al primo piano di un palazzo incomprensibile di ferro vetro, cemento, occupato in attività invece abbastanza comprensibili, va in bagno, si guarda nello specchio, vomita nel cesso.

Il personaggio incomprensibile che inizia a crescere come un problema, la sua esistenza una richiesta di aiuto come un segnale di vita oleografico proiettato sul fondo dell’oceano.

Il personaggio incomprensibile appena fuori la foresta di notte, un’unica luce bianca orizzontale proiettata dai fari dell’auto, disposto a osservare l’ammasso vertiginoso del cielo, prossimo a dire a sé stesso: «non ti devi preoccupare, da ora in poi non dovrai preoccuparti di niente, buonanotte davvero buonanotte, ho freddo».

Il personaggio incomprensibile che si crede afflitto da una malattia, a tratti la chiama tenerezza killer, nostalgia killer, paura killer, depressione killer.

Il personaggio incomprensibile che incontra altri personaggi incomprensibili di altri organismi testuali, insieme sperimentano paesaggi città e pianeti tipo la desolazione, il rischio, il coraggio, la viltà.

Il personaggio incomprensibile alle tre del mattino in un club giochi privé nella periferia industriale di una città del nord, mentre osserva una donna sulla cinquantina accanirsi sul Mahjong apprende l’esistenza di un ulteriore livello dei concetti di disperazione e squallore, uniti insieme a creare un sentimento per il quale non è stata ancora coniata una parola.

Il personaggio incomprensibile insieme ad altri personaggi incomprensibili riflettono se esiste la poesia sperimentale, poi si annoiano e stabiliscono che è meglio dedicare quel tempo ad attività più profonde e complesse, come radersi.

Il personaggio incomprensibile che si informa sul genocidio del popolo palestinese a Gaza, legge i giornali, bestemmia durante i telegiornali, guarda i canali di informazione indipendente, poi partecipa alle manifestazioni, occupa i binari e l’autostrada, si indigna, si arrabbia, prova vergogna per la sua inerzia e per la sua stessa vita, le appare del tutto ingiustificata rispetto al massacro, poi si addormenta.

Il personaggio incomprensibile che guarda i capelli di una donna immobili e lucenti mentre intorno il vento solleva le carte i detriti e le foglie, guarda la pioggia e pensa che la disfatta sarà questione di ore.

Il personaggio incomprensibile ascolta i Fine Before You Came e si esalta il giusto, poi pensa a Mimi Parker e si dispiace per la sua morte, vorrebbe urlare o piangere dentro il suono anche se non l’ha mai conosciuta. Non fa niente di tutto ciò.

Il personaggio incomprensibile vorrebbe scriverle, dire ciao come stai sei contenta dopo l’anno di prova hai fatto un figlio sei finalmente serena adesso non tremi non hai più paura di uscire di casa ti senti amata e compresa. Poi pensa che tra tutte le pessime idee da mettere potenzialmente in pratica questa sia senza dubbio la peggiore.

Il personaggio incomprensibile raggomitolato su un letto chiuso in una stanza in una strada in un quartiere in una città in una regione in una nazione in un continente in un emisfero in un pianeta in una galassia in un ammasso o superammasso di galassie in un universo, nella porzione che la luce ha fatto in tempo a raggiungere, il personaggio solitario nel pianeta incomprensibile.

Il personaggio incomprensibile si unisce ad altri corpi, scopa o si fa scopare nelle stanze o nelle superstrade. La superficie del latex come la superficie del pianeta di notte, un mistero fosforescente, un mistero senza mistero, un mistero dove sotto le luci finisce soltanto il colpevole.

Il personaggio incomprensibile sperimenta a vari gradi di intensità sensazioni come la rabbia, il disagio, il disgusto, il senso di impotenza. Poi legge: «tumore alla testa del pancreas».

Il personaggio incomprensibile, il misto di sufficienza e pena con cui guarda all’autore di questo testo, al ridicolo delle sue abluzioni, all’obbligo di parlare con gli altri, la sua reticenza nel comunicare le emozioni, i sentimenti, le cuciture di un libro come feticizzazione del rito, il suo sperare che gli aiuti umanitari arrivino anche se lui non fa niente.

Il personaggio incomprensibile quando si spengono le luci notturne in una città indecente, mentre cammina e ha freddo, si stringe nella giacca e ha freddo, guarda l’alba e le nuvole rosa e ha freddo, pensa che adesso accade qualcosa che finalmente e ha freddo. Poi decide che è tardi.