“Chi è il mangione del reame?”, quale classico del romanzo italiano può ambire a tale titolo? Probabilmente i più efferati seguaci di Pantagruel sono stati il Principe di Lampedusa e l’Ingegnere. Tomasi nelle lettere ai cugini Piccolo (in Viaggio in Europa) racconta di strepitose colazioni e l’aneddotica del famelico Gadda è quanto mai vasta. Non da meno i loro libri, si pensi all’ingresso del timballo di maccheroni al pranzo di Donnafugata e al voyeurismo barocco della visione al taglio del coltello: «Erompeva dapprima un vapore carico di aromi, si scorgevano poi i fegatini di pollo, gli ovetti duri, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa, caldissima dei maccheroncini corti cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio». Diversamente dall’epicureo principe, Gadda viveva male, colpevolmente, il proprio appetito, come attesta l’alter ego di Gonzalo nella Cognizione del dolore, nomato “il lurco” e “il porco” nella diretta delle sue micidiali libagioni, Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti