Nel 1959 Kikuji Kawada si trovava dentro il Genbaku Dome, divenuto poi il memoriale dell’attacco atomico che, ottant’anni fa, devastò Hiroshima e Nagasaki. Le immagini che Kawada realizzò nell’edificio miracolosamente sopravvissuto confluirono in un libro leggendario, The Map (conosciuto anche col titolo originale giapponese Chizu), considerato come un caposaldo della sperimentazione grafica, oltre che della narrazione per immagini. A partire da questo lavoro che lo rese noto a livello internazionale, Kawada viene ora celebrato in una mostra antologica in occasione della 56esima edizione delle Rencontres d’Arles (fino al 5 ottobre): Endless Map – Invisible.

L’esposizione, curata da Sayaka Takahashi (PGI Gallery di Tokyo), raccoglie quattro lavori del fotografo: The Map e i più recenti The Last Cosmology (1995), Los Caprichos (1972-in corso) e Vortex (2022). 

 Helio-spot and a Helicopter, Tokyo, 1990 From the series The Last Cosmology © Kikuji Kawada, Courtesy PGI

Kawada, nel corso dei decenni, ha visto e vissuto la rinascita del Giappone documentandone la crescita sproporzionata e spesso caotica. Guardando le prime immagini di The Map, disposte orizzontalmente su un piano e in posizione sfalsata

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