L’uscita di Portobello dice almeno due cose sulla serialità italiana: la prima è che Marco Bellocchio, a ottantasei anni, può essere ormai considerato uno dei suoi migliori autori. La seconda è che un nuovo, importante soggetto è entrato a far parte del nostro sistema televisivo: HBO Max, disponibile da noi a partire dallo scorso gennaio, si sta dimostrando interessata a produrre originali di peso e non solo a campare di rendita attraverso il proprio catalogo.
Partiamo dal secondo punto: HBO Max è una creatura dall’identità ancora poco definita, che esibisce il prestigioso logo HBO ma in realtà è semplicemente la piattaforma di streaming della Warner, dove si trova un po’ di tutto: dai Sopranos a The Big Bang Theory e Friends, da Adventure Time ai film di Harry Potter. I numerosi passaggi di proprietà subiti dalla casa madre hanno ulteriormente confuso le acque e se, come ormai sembra certo, alla fine la Warner sarà acquisita da Paramount, le cose inevitabilmente cambieranno di nuovo. Nonostante tutte queste incertezze, HBO Max è entrata nel mercato italiano con un’aggressività inaspettata, per i tempi che corrono: a Portobello seguiranno Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti