Tomaso Montanari, uno che in televisione ragiona di politica come io potrei ragionare di platelminti, dice che il fascismo vive e regna fra noi – e lo fa con la vis illuminata/beffarda dell’imputato per stregoneria che sfida una teppa di inquisitori. Solo che il tono da inquisitore è il suo. 

Italo Bocchino, uno che nei dibattiti dimostra il sangue freddo di una cassetta di tritolo e sembra capire la realtà come io riesco a capirne di anellidi, domanda se non è ora di finirla con questa tiritera sull’antifascismo. Segue collegamento video dove Francesca Albanese, per il cui narcisismo – mi spiace – non si trova un degno corrispettivo nella meiofauna dei priapulidi, attacca un discorso (in prudente terza persona) sul suo argomento preferito, che non è la Palestina ma più o meno «Francesca Albanese in questo scorcio di secolo». Quando poi arriva Alessandro Di Battista, uno che per densità di pensiero mette a rischio l’autostima dei tardigradi, ho già switchato sulla Playstation.

Facciamo il punto. Mentre l’onda lunga del reality show si spegne in una schiuma di

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