Da qualche tempo ho un problema con le anteprime dei libri. Con le anteprime social dei libri. Con l’Instagram culturale. La prassi la conoscete, è un banale carosello. Quattro o cinque slide da scorrere fino al premio, l’agognato premio, cioè la copertina del libro in questione, sulla quale finalmente potranno sbavare coloro che agognano. Nelle slide è dato leggere perlopiù «estratti», brevissimi – che immagino dovrebbero risultare incisivi, o si spera attraenti. Mi domando chi siano i delegati all’estrazione dell’estratto, e quali i criteri che orientano la loro attività estrattiva. Che «pubblico» hanno in mente quando estraggono.
Un genere piuttosto noto di anteprima social fa caso a sé, lo veicola Einaudi, ed è – credo – l’unico caso in cui non si può addossare alcuna colpa all’estrattore. Parlo naturalmente dei romanzi di Sally Rooney. Oggi si discute tanto della minaccia dell’IA al lavoro culturale, ma il lavoro di scegliere frasi «significative» dai romanzi di Sally Rooney per trasformarle in slide di marketing potrebbe farlo una pecora, opportunamente addestrata a smozzicare le pagine della suddetta per poi deporne i lacerti in un barattolo. Da lì un semplice copia & incolla.
Mi ami?
Sì, ti amo, certo che ti amo.
Ma allora perché mi cacci via?
E ancora:
Ciao bello, ha detto lei.
Lui le ha chiesto come stavano i suoi amici.
Tutti depressi, ha risposto.
Lo so che state pensando: ’sta roba fa sembrare Gianrico Carofiglio Samuel Beckett, e avete pure ragione, ma Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti