Dopo aver sbalordito e insieme incantato il pubblico con Rohtko, il suo debutto in Italia del 2024 nell’ambito del festival Presente Indicativo, curato dal Piccolo Teatro di Milano, il regista polacco Łukasz Twarkowski torna nel cartellone della medesima rassegna con il suo nuovo lavoro, Oracle, in cui dialogano Alan Turing, l’attrice e inventrice Hedy Lamarr, la “strega” Helen Duncan e Blake Lemoine, ex dipendente di Google, ghettizzato per aver denunciato i pericoli legati a uno sviluppo incontrollato dell’IA. Si tratta di personaggi apparentemente inconciliabili, ma la peculiarità del linguaggio di Twarkowski (nato nel 1983) è proprio quella di costruire – drammaturgicamente ma anche materialmente – intricati labirinti che, progressivamente, si rivelano geometrici schemi narrativi. Una macchina scenica articolata – una trentina i tecnici costantemente impegnati – composta da più spazi Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti