Se c’è un ambito in cui il dibattito italiano è più inquinato da pressapochismo, dogmatismi e reazioni automatiche, questo è quello scolastico. Così, come prevedibile, la pubblicazione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito delle Nuove indicazioni nazionali per i licei, avvenuto lo scorso 22 aprile, ha innescato un dibattito superficiale e creato tifoserie, arenandosi di fatto su due non-problemi: per italiano, la possibilità di studiare I promessi sposi anche in quarta liceo, e non soltanto in seconda; e per filosofia, la supposta cancellazione (mai avvenuta, in realtà) di Spinoza e Marx dai programmi scolastici. Per fare un po’ di ordine, in almeno una delle due materie, ho intervistato Claudio Giunta, professore di letteratura italiana all’Università di Torino, da sempre attento all’universo scolastico (ricordiamo la sua recente curatela di un classico come Scuola sotto inchiesta di Guido Calogero, per IBL Libri; nonché il bel saggio «Ma sei io volessi diventare una fascista intelligente?». L’educazione civica, la scuola, l’Italia, per Rizzoli), che ha coordinato la commissione incaricata di stilare le Indicazioni per la lingua e letteratura italiana, assieme a Claudio Marazzini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.
Cosa sono le Nuove Indicazioni Nazionali?
Periodicamente il Ministero dell’Istruzione dà delle linee guida ai docenti delle varie discipline su ciò che dovrebbero insegnare a scuola, da quelle dell’infanzia alle superiori. Le ultime indicazioni erano del 2012; dopo 15 anni questo ministero ha pensato di rinnovarle, chiedendo a una serie di consulenti e disciplinaristi – ovvero di insegnanti delle varie discipline – di scriverle.
Come e perché ha deciso di partecipare?
Sono stato interpellato dalla coordinatrice della sovracommissione incaricata dal ministro, la pedagogista Loredana Perla. Facendo parte del sistema dell’istruzione da quarant’anni, prima come studente poi come insegnante, ho accettato questo incarico (non pagato ma oneroso) per quella comune decenza che fa sì che, se qualcuno è all’interno di un sistema, dà la sua opera per migliorarlo.
“La scuola non è più quella del 1880, in cui si traduceva dall’italiano al latino. Oggi esistono dieci indirizzi diversi di liceo: le realtà sono così tante e diverse che la cosa fondamentale è dare libertà agli insegnanti”
Come ha scelto i suoi collaboratori, Clizia Carminati e Davide Profumo?
Sono stato interpellato nel maggio del 2024 Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti