Si sa, un pubblico non si forma da solo. La mediazione editoriale tende a soddisfare una domanda già esistente; i premi letterari amministrano le medie più di quanto le contrastino; e la critica tende sempre più a confondere il giudizio di valore con la promozione. A venir meno, in ultima istanza, è una società letteraria “stretta”, entro la quale la parola critica, pur non pretendendo di restaurare autorità ormai perdute, possa tornare a incidere sulla formazione del gusto (senza peraltro essere subito identificata e sanzionata dalla buoncostume del mainstream). Il comportamento dei nativi digitali non smentisce questa diagnosi, ma conferma che l’autorità si è trasferita altrove: i giovani non sono necessariamente meno disposti a leggere; sono di certo meno inclini ad accettare le indicazioni della scuola, della critica e delle case editrici, e hanno costruito un canone parallelo attraverso comunità digitali e nuove figure di mediazione.
Sulle risorse che il romanzo può ancora mettere in campo riflette Alberto Casadei, storico e teorico della letteratura . In Narrazioni mutanti. Sulla letteratura italiana del XXI secolo, pubblicato da Mimesis, Casadei si interroga sulle forme narrative ancora capaci di produrre conoscenza, e sulle trasformazioni che le tecnologie digitali (comprese le IA) hanno introdotto nell’intero ambiente letterario, Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti