Se dovessi dare un’idea sintetica di che libro sia L’impero della neomemoria di Heriberto Yépez (ma perché, poi, l’uso del condizionale? È esattamente quello che mi sono riproposto di fare scrivendo questo articolo) utilizzerei un espediente: riportare l’inizio e subito dopo la fine del libro. Ecco l’incipit: «Tutto inizia con un uomo che vorrebbe consegnare una lettera». Questa è invece la frase con cui il saggio si chiude: «Proprio perché è assurdo lo affermo: l’Universo non accadrà mai».
Si parte da un uomo e si arriva all’universo (anzi, all’inesistenza dell’universo): un movimento vertiginoso che, come si può immaginare, non si compie attraverso una linea dritta, ma piuttosto in un percorso labirintico, che attraversa i territori di generi diversi: biografia e riflessione antropologica, critica letteraria e speculazione metafisica. Per questo L’impero della neomemoria – appena pubblicato in Italia da Timeo nella traduzione di Daniel Di Schüler e prima opera di Yépez (che è scrittore, saggista, poeta e pensatore anticolonialista messicano) ad arrivare nel nostro paese – è un libro difficile da descrivere: uno di quei saggi che richiede al lettore soprattutto fiducia, ovvero di abbandonarsi al fluire della prosa e dei pensieri per scoprire dove si verrà portati.
Libro difficile da descrivere, dicevamo. Ma proviamoci lo stesso ritornando di nuovo all’inizio. Chi è l’«uomo che vorrebbe consegnare una lettera» a cui si allude nella prima riga? È Charles Olson, poeta statunitense vissuto tra il 1910 e il 1970, oggi relativamente poco ricordato ma a cui la critica letteraria riconosce una influenza rilevante sulla poesia americana del secondo dopoguerra, in particolare sugli autori della Beat Generation. Tra le poche informazioni che si possono ricavare dalla sua scarna pagina di Wikipedia si ricava che fu anche «funzionario del governo» e «archeologo», entrambi aspetti che si rivelano importanti nell’ottica del saggio di Yépez.
Olson è il protagonista del libro, ma lo è in maniera singolare. L’impero della neomemoria è una biografia sui generis, in cui si ammette quasi subito che non è la vita del poeta il vero punto, il vero centro del libro. Ciò che Yépez vuole davvero raccontare è l’Occidente Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti