Ci vuole un certo coraggio per proporre un nuovo racconto sulla vita di Giovanna d’Arco. Valeria Parrella, autrice di La ragazzina (Feltrinelli, 2026), ha trovato un modo semplice per non lasciarsi intimorire: appiattire la vicenda su un presente caricaturale, trasformando uno dei personaggi più enigmatici della Storia universale in un’eroina a uso e consumo di quelli che immagina, forse non del tutto a torto, siano i lettori di oggi.
Che la figura di Giovanna d’Arco si presti a riletture attualizzanti è cosa ovvia e comprensibile: non c’è forse destino femminile che illustri con più forza suggestiva una possibile rivoluzione dei ruoli di genere. Meno scontata e condivisibile è la scelta di attualizzare il passato facendo tabula rasa di ogni aspetto che lo definisca, per l’appunto, in quanto passato.
I personaggi del romanzo di Valeria Parrella, siano essi la protagonista, i suoi famigliari o i suoi seguaci, hanno una psicologia e un linguaggio a noi banalmente contemporanei. Giovanna ubbidisce alle ingiunzioni delle voci dei santi (liberare la terra di Francia dagli inglesi, fare incoronare il Delfino) con la diligenza di un’adolescente imbeccata da ChatGPT, quasi senza consapevolezza alcuna del mistero in cui è immersa; la madre, la sorella e la madrina duettano con lei adottando un tono tra lo sbarazzino e il sentenzioso, un tono, insomma, da influencer. Ecco un esempio tra i molti possibili: Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti