Se per caso vi è sfuggito, istruzioni per l’uso: i testi che seguono si possono leggere di seguito, come capitoletti di un diario collettivo in cui tutti noi umani (e talvolta non umani) facciamo nel bene e nel male la nostra parte, ma per sapere chi ha detto cosa, basta cliccare sulla parola iniziale e si arriverà alle fonti.
Su YouTube si moltiplicano i video destinati a un pubblico di gatti e di cani: scoiattoli, pesci animati, otto ore di uccellini, ventuno di cuccioli che giocano. Il video più popolare del canale TV BINI – topini neri che corrono su uno sfondo giallo – ha totalizzato oltre 150 milioni di visualizzazioni. Piattaforme come Roku offrono app intitolate Happy Dog TV o Relax My Cat. DOGTV, nata nel 2006 come canale via cavo premium, è oggi un servizio di streaming con playlist per ogni circostanza: video per l’ora del gioco o del sonno, raccolte per cani “reattivi”, contenuti per tranquillizzare gli animali ansiosi ai rumori quotidiani, con riprese originali in oltre venti paesi.
Ogni giorno nel Regno Unito si addestrano e si vendono per decine di migliaia di sterline “cani da protezione personale”, allevati per attaccare, mordere, bloccare e liberare a comando. La domanda, un tempo riservata ai più ricchi e ai professionisti della sicurezza, cresce oggi, alimentata dalle dichiarazioni delle celebrità sui social media e dalle ansie sempre più diffuse riguardo al crimine. Alaster Bly, fondatore della società K9 Protector, che ha fornito cani all’atleta olimpico Mo Farah e alla cantante Alexandra Burke, dice di aver visto un crescente interesse da parte di persone desiderose “di investire nella sicurezza”. K9 Protector vende tra quaranta e sessanta animali ogni anno. La maggior parte sono pastori tedeschi o belgi, ma c’è anche un ibrido “chimera” realizzato dallo stesso Bly: una “combinazione genetica molto specifica” sviluppata per ambienti a rischio maggiore. Il prezzo dipende dal livello di addestramento del cane e dal profilo di minaccia dell’acquirente, ma le chimere partono da 32mila sterline.
L’Australia ha le sigarette più costose al mondo: un pacchetto di fascia media costa più o meno 55 dollari australiani, poco meno di 40 dollari Usa o circa 33 euro – quasi il doppio di quanto costerebbe a New York e oltre cinque volte il suo costo in Italia. Una serie di forti aumenti fiscali — otto in dieci anni — sono stati introdotti per ridurre il tasso di fumo, che in effetti è diminuito costantemente. Ma i prezzi elevati hanno anche dato origine a un fiorente mercato nero, che ora è diventato un’industria miliardaria pari quasi alla metà di tutte le vendite di tabacco nel paese.
A differenza di altri prodotti, per esempio la benzina, il prezzo che paghiamo al supermercato per gli alimenti freschi non è più in relazione con il costo del loro trasporto. In molte parti del mondo le banane sono il cibo fresco più venduto al dettaglio, e secondo Alistair Smith, coordinatore dell’ente britannico non profit Banana Link, nei paesi consumatori di banane «nove nuclei familiari su dieci le comprano, per cui [i rivenditori] fanno di tutto per mantenerne basso il prezzo», a volte usandole come prodotti civetta, venduti sottocosto per attirare clienti. Le rilevazioni dell’Office for National Statistics britannico mostrano che dal 2000 il prezzo di un chilo di mele locali è stato sempre superiore a quello di un chilo di banane. Nel gennaio 2025, ultimo dato disponibile, il prezzo medio di un chilo di mele era di 2,14 sterline, mentre un chilo di banane costava 1,02 sterline.
Un numero crescente di persone utilizza Polymarket e simili mercati previsionali online per scommettere su guerre e altri avvenimenti geopolitici, con la possibilità di guadagnare migliaia, o perfino milioni, di dollari. La popolarità di queste piattaforme è cresciuta dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2024, che hanno attirato l’attenzione dei giocatori d’azzardo più interessati all’attualità. Lo scorso ottobre Polymarket è stato valutato otto miliardi di dollari, rendendo miliardario il suo amministratore delegato, il ventisettenne Shayne Coplan. Secondo gli analisti di LayerHub, l’87% degli iscritti alla piattaforma subiscono perdite.
L’India è tra i maggiori mercati nel mondo per le piattaforme di intelligenza artificiale generativa, e per video e cloni vocali generati dall’IA. Molti imprenditori hanno cominciato a integrare le immagini di parenti defunti o assenti all’interno dei video di matrimoni e di occasioni analoghe. Per Bhaskar Malu, scienziato comportamentale attivo a Delhi, i deepfake, soprattutto nei piccoli centri, aiutano a soddisfare bisogni culturali vitali: «In culture come la nostra, dove i riti sociali richiedono una presenza fisica, o almeno simbolica, specialmente durante matrimoni e funerali, i sostituti generati dall’IA sono una risposta a reali pressioni emotive, anche se creano una realtà artificiale, dove nella tua mente i defunti sono vivi e morti allo stesso tempo».
Dall’ultimo rapporto della Fondation pour le logement des défavorisés (ex-Fondazione Abbé Pierre), pubblicato a febbraio, il numero di coloro che in Francia devono vivere a casa di altre persone, non appartenenti al nucleo familiare, è in crescita: gli ospiti presso terzi erano 590mila nel 2020, con un aumento del 15% rispetto al 2013. Una cifra che «si è senza dubbio aggravata» negli ultimi sei anni, dato che «il collo di bottiglia al numero di emergenza abitativa si è fatto sempre più stretto», dice Manuel Domergue, direttore degli studi della Fondazione. In Francia sono 350mila le persone senza fissa dimora, 2,8 milioni le famiglie in lista d’attesa per un alloggio sociale nel 2025 (un nuovo record rispetto ai 2,1 milioni del 2017).
A New York, solo le famiglie con un reddito superiore ai 10 milioni di dollari annui hanno figli a un tasso abbastanza alto – 2,1 per nucleo familiare – da garantire il ricambio generazionale senza ricorrere all’immigrazione. È quanto emerge da un’analisi dei dati fiscali della città per il 2023, condotta da Liena Zagare del Manhattan Institute. Un’analisi separata del revisore dei conti di New York ha stabilito che una famiglia dovrebbe guadagnare 334.000 dollari l’anno per permettersi l’asilo nido per un bambino di due anni – quattro volte il reddito familiare mediano.
La cogenitorialità platonica – l’accordo tra due persone che decidono di avere e crescere un figlio insieme senza essere una coppia legata da un amore romantico – è una tendenza in crescita. Chi la sceglie cerca in un potenziale co-genitore non un partner sentimentale ma, spiega l’imprenditrice californiana Rave Reid, 33 anni, «un buon compagno di squadra»: valori condivisi, stabilità, un progetto di vita compatibile. Per trovarlo, Reid si affida a una delle app specializzate che si stanno moltiplicando in questo settore. Modamily, che mette in contatto persone desiderose di formare una famiglia attraverso appuntamenti, donazione di sperma o co-genitorialità platonica, è passata da 30mila utenti registrati nel 2020 a 100mila nel 2025. LetsBeParents, lanciata a fine 2023, è cresciuta da 1.200 a 10mila utenti attivi mensili. CoParents ne conta oggi 150mila, rispetto agli 85mila del 2020.
Oltre la metà (51,5%) degli uomini spagnoli tra i 15 e i 29 anni ritiene che il femminismo “sia usato solo come strumento politico di manipolazione e indottrinamento”. Sono i dati emersi nel Barometro della Gioventù e del Genere 2025 elaborato da Fad Juventud – una percentuale raddoppiata negli ultimi cinque anni. In base allo stesso rapporto, la pensa così anche il 38,8% delle ragazze.