Se per caso vi è sfuggito, istruzioni per l’uso: i testi che seguono si possono leggere di seguito, come capitoletti di un diario collettivo in cui tutti noi umani (e talvolta non umani) facciamo nel bene e nel male la nostra parte, ma per sapere chi ha detto cosa, basta cliccaresulla parola iniziale e si arriverà alle fonti.

Itameshi

Aperto a Tampa, in Florida, lo scorso agosto, il ristorante Kinjo serve “spaghettoni” akami (tonno pinna blu tagliato a striscioline sottili in modo da assomigliare a noodles e servito con una salsa tipo bagna cauda) e vitello tonnato rielaborato con sakè e aglio nero. L’obiettivo, dice lo chef Eric Fralick, è “unire in modo creativo ma rispettoso le influenze della gastronomia italiana e giapponese”. Il suo chawanmushi – uovo giapponese al vapore – comprende brodo al parmigiano e guanciale e i suoi cappelletti sono ripieni di ricotta, funghi maitake, ravanelli daikon sottaceto e aceto balsamico. In tutti gli Stati Uniti si moltiplicano i ristoranti nippo-italiani: solo nell’ultimo anno, oltre a Kinjo, si possono citare Ama e Ciaorigato a San Francisco, Miso Mozza a Providence, e Itameshi ad Albany. Alcuni si definiscono appunto itameshi, un termine giapponese che letteralmente significa “pasto italiano” ma che si è ampliato per riferirsi a questo tipo di cucina fusion. 

Meditazione

Tra le varie forme di meditazione, alcuni saloni di relax giapponesi offrono adesso ai loro clienti la possibilità di sdraiarsi per trenta minuti in una bara, che può essere, a scelta, aperta o chiusa, silenziosa o dotata di sottofondo musicale. Grave Tokyo, l’azienda di design legata al salone Meiso Kukan Kanoke-in, produce bare colorate, lontane dall’estetica funeraria tradizionale. La designer Mikako Fuse è convinta che questi progetti rendano meno spaventosa l’idea della morte e possano addirittura porre un freno a tendenze suicide: “Prima di scegliere una fine irreversibile”, ha dichiarato in un comunicato ripreso da diverse testate, “voglio che sia possibile sperimentare una morte da cui si torna indietro”.

Spintoni

Il fenomeno del bumping si è imposto all’attenzione pubblica giapponese nel 2018, quando ha cominciato a circolare un video lievemente sfocato di un uomo che urtava con forza alle spalle diverse donne alla stazione di Shinjuku, lo snodo ferroviario più trafficato al mondo. I casi di butsukari otoko – “uomo che sbatte” – sono ora piuttosto frequenti e i sociologi li attribuiscono a una combinazione di dinamiche di genere e alle tensioni della vita moderna. Un video di un incidente di questo tipo, girato il 25 febbraio in un attraversamento molto trafficato nel quartiere Shibuya di Tokyo, ha avuto più di un milione di visualizzazioni su Instagram e molti commentatori hanno criticato la donna colpita, che si era fermata a scattare fotografie in mezzo all’incrocio affollatissimo. 

Insulti

NPC, non-playable character o PNJ, personnage non joueur: con questo acronimo (in italiano PNG, “personaggi non giocanti”) si definiscono nel mondo dei giochi di ruolo moderni, nati con Dungeons and Dragons nel 1974, tutti i personaggi che non sono incarnati dal giocatore umano. Possono quindi essere l’oste che gestisce la locanda dove si incontrano i “personaggi giocanti, ma anche una cameriera che prende l’ordine, la vicina al banco del bar, le guardie della regina… Dalla fine degli anni Dieci, però, negli Stati Uniti e poi in diversi paesi, tra cui Francia e Italia, la sigla viene usata soprattutto tra i giovani per indicare disprezzo e sminuire qualcuno in modo allusivo ma eloquente. 

Ruffianeria

Una ricerca pubblicata su Science ha messo in luce che le approvazioni eccessive da parte dei sistemi di intelligenza artificiale rischiano di rendere le persone più arroganti e prepotenti. Tra i partecipanti allo studio, quelli che avevano ricevuto riscontri troppo lusinghieri da Chat-GPT & co tendevano poi a scusarsi di meno e a ritenersi più nel giusto durante i conflitti con gli altri. I modelli di IA più ruffiani venivano poi scelti con maggiore frequenza, e giudicati più affidabili.

Amicizia

Nel 2024 un adulto spagnolo su cinque ha dichiarato di sentirsi solo, e i più colpiti, secondo l’Osservatorio Soledades, sono i giovani tra i 18 e i 24 anni. Per rispondere a questa situazione sono sempre più diffuse le piattaforme che in cambio di un abbonamento ti promettono un aiuto per trovare compagnia. In questa “economia dell’amicizia”, come l’hanno definita alcuni sociologi, rientrano per esempio TimeLeft, che organizza cene al buio tra sconosciuti, o We Are Mussa, che per 30 euro al mese offre l’accesso a club del libro e gruppi di corsa. Per Daniela Roiz, tra i fondatori della piattaforma, “i rapporti di amicizia sono diventati un lusso e per averli la gente è disposta a pagare”. 

Squali

Nonostante siano sempre stati considerati animali solitari, gli squali toro, una delle specie più aggressive al mondo, coltivano rapporti di amicizia. Lo ha rivelato uno studio pubblicato su Animal Behaviour, secondo cui i legami sociali sono comuni tra gli esemplari adulti, che tendono a frequentare individui di taglia simile. Sia maschi che femmine preferiscono socializzare con le femmine, ma sono i maschi ad avere in media più connessioni sociali.

Sorveglianza
Secondo un sondaggio Ipsos realizzato nel 2024 per conto dell’Observatory of Parenting and Digital Education, i bambini francesi accedono in media al loro primo smartphone a 11 anni. Da parte dei genitori, quasi un terzo installa software di spionaggio per geolocalizzarli e monitorare la loro attività online, mentre un quarto si limita al controllo parentale classico. In ogni caso, il mercato è in forte espansione: i software di parental control dovrebbero passare da 1,4 a 3,4 miliardi di dollari entro il 2032 (Fortune Business Insights), e gli smartwatch per bambini – molto usati per la geolocalizzazione – dovrebbero crescere più del doppio, superando i 25 miliardi di dollari entro il 2034 (Global Market Insights).

Fertilità

Sulla sua homepage, la società AIVF promette una “fecondazione in vitro di nuova generazione”. Fondata nel 2018 in Israele dall’embriologa Daniella Gilboa, è tra le aziende leader nella fecondazione assistita dall’intelligenza artificiale: il loro software EMA classifica gli embrioni tramite un modello di deep learning capace di analizzare enormi quantità di dati alla ricerca di pattern ricorrenti. L’interfaccia somiglia a qualsiasi piattaforma tecnologica moderna, tranne per il fatto che invece di ordinare sushi o monitorare i mercati finanziari mostra parametri di natura squisitamente biologica: “tempo di svanimento pronucleare”, “tempo di blastulazione”, “probabilità di euplodia”. L’indicatore principale è in realtà semplice: un punteggio che valuta la vitalità degli embrioni su una scala da 1 a 10. I valori più alti appaiono in verde, quelli più bassi in rosso.

Riproduzione

Ricercatori dell’Università di Adelaide hanno rilevato come in microgravità lo spermatozoo – che per orientarsi dipende non solo da segnali chimici ma anche dalla gravità – fatichi ad attraversare il tratto riproduttivo femminile e a raggiungere l’ovulo. Con un risultato paradossale: gli embrioni concepiti in queste condizioni appaiono inizialmente più robusti, perché solo gli spermatozoi più resistenti riescono a farcela, ma dopo 24 ore cominciano a svilupparsi peggio rispetto a quelli concepiti in condizioni normali. Con buona pace di Elon Musk, lo studio è solo l’ultimo di una serie di ricerche che suggeriscono che la riproduzione dei mammiferi nello spazio potrebbe essere complicata, se non impossibile.