Se per caso vi è sfuggito, istruzioni per l’uso: i testi che seguono si possono leggere di seguito, come capitoletti di un diario collettivo in cui tutti noi umani (e talvolta non umani) facciamo nel bene e nel male la nostra parte, ma per sapere chi ha detto cosa, basta cliccaresulla parola iniziale e si arriverà alle fonti.
In uno studio condotto presso la Beijing University venticinque volontari hanno trascorso una settimana allenandosi a volare con ali virtuali: muovendo i polsi e i gomiti, le ali sullo schermo battevano. Dopo il training, la risonanza magnetica ha rivelato che la corteccia occipito-temporale (l’area del cervello deputata al riconoscimento delle parti del corpo) aveva cominciato a rispondere alle ali in modo simile a come risponde agli arti reali. Il cervello, in sostanza, aveva cominciato ad adottare le ali come proprie. I ricercatori vedono possibili sviluppi per la protesica e per le conseguenze neurologiche del tempo trascorso in realtà virtuale.
Alla fine dello scorso anno il tribunale penale di Nimes ha condannato a una multa di 52.000 euro la casa di produzione Radar Films per avere distrutto 520 uova di fenicotteri nella Camargue. Spaventati dal volo a bassa quota di due velivoli ultraleggeri usati durante le riprese del film Donne-moi des ailes, gli uccelli avevano distrutto i loro nidi nel panico. “Niente, mai, giustifica l’uso di un animale per un film, nemmeno un film che sostiene di difendere la causa animale”, ha dichiarato Amandine Sanvisens, una delle fondatrici dell’associazione Projet Animaux Zoopolis.
In Francia, Belgio e Lussemburgo, l’azienda di riciclo Capillum raccoglie i capelli tagliati nei saloni di parrucchiere e li trasforma in stuoie biodegradabili che vengono avvolte attorno ai giovani alberi. Il profumo umano dei capelli scoraggia infatti i cervi dall’avvicinarsi alle piante – un’alternativa più sostenibile rispetto alle recinzioni di plastica, che producono rifiuti e richiedono manutenzione. Inoltre, i capelli, composti principalmente di cheratina, una proteina che si degrada lentamente, rilasciano nel tempo azoto nel terreno, funzionando anche come fertilizzante naturale.
Un’indagine della no-profit britannica Internet Matters su mille bambini ha rilevato che quasi la metà considera facili da aggirare i sistemi di verifica dell’età online. I metodi adottati dai bambini per sembrare più grandi sono numerosi: spesso vengono inserite date di nascita false oppure dati relativi ai documenti dei genitori. In diversi casi, i bambini sono riusciti a ingannare i sistemi di riconoscimento facciale, disegnandosi sul viso baffi finti con una matita per sopracciglia.
Accudire i nipoti protegge il cervello degli anziani dal declino cognitivo, secondo uno studio pubblicato su Psychology and Aging dall’American Psychological Association. I nonni che prestano cure ai nipotini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluenza verbale rispetto a chi non lo fa. L’effetto è più marcato nelle nonne. Sorprendentemente, non conta quanto spesso ci si prende cura dei nipoti: anche un solo episodio nell’arco dell’anno sembra fare la differenza.
Già da oltre due decenni i lavoratori che superano i 55 anni di età sono stati il gruppo anagrafico in più rapida crescita nella forza lavoro statunitense: nel 2022 hanno rappresentato il 24%, rispetto al 10% del 1994. Non solo: gli americani di oltre 75 anni hanno il doppio delle probabilità di entrare nel mondo del lavoro rispetto ai primi anni ’90, e si prevede che la tendenza continuerà a crescere. Nel 2023, quasi 550mila persone lavoravano fino agli 80 anni e oltre – più del 4% della popolazione sopra gli 80 anni.
Secondo il Bureau of Labor Statistics, negli Usa il numero di posizioni dirigenziali frazionarie è più che triplicato dal 2018 e dal 2020 le persone in ruoli temporanei di gestione aziendale sono cresciute del 57%. I manager esterni a tempo frazionato, sempre più diffusi anche in Europa, sono dirigenti part-time assunti per guidare un’organizzazione in progetti specifici e a differenza dei consulenti fanno parte integrante dell’organizzazione, ma costano molto meno: lo stipendio medio annuo per un COO è di 314.000 dollari, mentre un COO frazionario addebita tra 200 e 250 dollari all’ora. Attualmente più di 163mila persone su LinkedIn si definiscono dirigenti frazionari.
Sempre più di frequente le aziende americane sostituiscono la richiesta di un curriculum con una prova in ufficio: i candidati vengono invitati a lavorare per alcuni giorni, e in certi casi un’intera settimana prima di passare al colloquio formale. Secondo i datori di lavoro il curriculum dice poco del modo in cui un candidato lavora effettivamente, mentre una prova pratica permette di valutare competenze reali, adattabilità e compatibilità con gli altri membri del personale. Per i sostenitori di questa procedura, il vantaggio è anche per i candidati che possono vedere dal vivo come operano i potenziali datori di lavoro e se il ruolo o l’azienda potrebbero essere adatti a loro.
Per decenni, il pellegrinaggio dei potenziali investitori in ambito tecnologico era indirizzato verso la Silicon Valley. Oggi, però, molti ingegneri e imprenditori preferiscono volare a Shanghai, Hangzhou o Shenzhen. Da qualche tempo la Cina assiste all’esplosione di un nuovo tipo di turismo tecnologico, in cui i visitatori sono disposti a pagare fino a novemila dollari per visite organizzate a fabbriche di veicoli elettrici, robotaxi e aziende di intelligenza artificiale e robotica. La tendenza è in parte influenzata dalla quantità di video virali provenienti dalla Cina che mostrano robot umanoidi danzanti e auto volanti.
Nel 2016, quando Adolfo Cambiaso, considerato il più forte giocatore di polo al mondo, ha montato per la prima volta un clone genetico della sua cavalla di punta Cuartetera, è rimasto folgorato: l’animale era identico per movimenti, testa, e stile di galoppo. Da quell’intuizione è nata un’industria. Il club di Cambiaso, La Dolfina, ha oggi oltre 150 cavalli clonati e l’Argentina è diventata il centro mondiale della clonazione equina, molto davanti a Stati Uniti e Europa, con 600-700 cavalli clonati in un anno. La procedura costa circa 40mila dollari per animale, una cifra relativamente contenuta per uno sport dove i cavalli valgono tra 50.000 e un milione di dollari.