Cosa significa oggi scrivere un “libro letterario”? Spesso l’espressione viene pronunciata con un sorriso stanco: «Ha scritto un libro letterario!» – vale a dire: «Non ha resistito». Letterario diventa così sinonimo di autoindulgenza o pretenziosità: come se un falegname screditasse un collega perché lavora a regola d’arte.
Valentina Maini, invece, dimostra che il letterario può essere tutt’altro: imprevedibilità, inventiva, senso del tragico. Era così nel suo esordio La mischia (Bollati Boringhieri, 2020), oltre cinquecento pagine su due gemelli figli di terroristi baschi che si cercano in giro per l’Europa; lo era anche in scritti minori, come il reportage Generalmente i primi ad alterarsi sono i colori (CTRL, 2021) o il racconto sul G8 di Genova Un’idea come un’altra (Effequ, 2021).
Alaska, secondo romanzo di Maini appena pubblicato da Bollati Boringhieri, racconta il primo anno fuori casa di Maia Novelli, artista visiva ventenne. Maia è Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti