Nella polemica letteraria del momento so con chi schierarmi. Bianca Pitzorno, attualmente in gara allo Strega, il 24 giugno rivolgeva dalle pagine del «Corriere della Sera» un giusto appello a scrittori e lettori (rigorosamente al maschile) a «lasciarci parlare e scrivere in pace» senza valutare le scrittrici sul loro aspetto. Il giorno dopo, in una lettera indirizzata allo stesso giornale, Alessandro Giammei ha invitato a non giudicare le autrici in gara per la loro biografia o per pettegolezzi associati al loro genere. Per citarlo – così entriamo nel merito delle persone coinvolte –: «Il valore di Teresa Ciabatti è nei suoi romanzi». Solo per quelli andrebbe discussa. Anche qui, una volta tanto, sono completamente d’accordo. Andiamo quindi a vedere com’è il libro di Ciabatti, finalista anch’esso allo Strega. Snaporaz è una rivista indipendente che retribuisce i suoi collaboratori. Per esistere ha bisogno del tuo contributo. Accedi per visualizzare l'articolo o sottoscrivi un piano Snaporaz.Questo contenuto è visibile ai soli iscritti