Quando ho iniziato a scalare, quasi un ventennio fa, gli alpinisti godevano di una reputazione di poco superiore a quella dei fungaioli. I miei coetanei guardavano con sospetto il mio svegliarmi prima dell’alba, camminare per delle ore con zaini pesanti, scalare roccia o ghiaccio, rischiando infortuni e morte, per arrivare dove si poteva giungere con un comodo sentiero. Il tutto patendo freddo e caldo, spesso entrambi nella medesima giornata. Oggi quasi tutti quelli che mi guardavano in tal modo hanno iniziato a scalare a loro volta, quantomeno nelle forme più edulcorate dell’arrampicata in falesia o in palestra. 

La massificazione dell’arrampicata non è stata però indolore e ha come conseguenza la perdita delle caratteristiche che la rendevano interessante ai frequentatori originari. E a me. Caratteristiche che potremmo riassumere con l’essere uno spazio altro rispetto alle dinamiche prevalenti nella società contemporanea.  Alcuni cambiamenti potrebbero apparire positivi, come una maggior disponibilità di denaro, elargito da marchi che vogliono sfruttare immagini adrenaliniche per le loro pubblicità (sapendo però, per chi accetta quel denaro, di aver dato un prezzo alla propria libertà). Altri meno, come nel caso delle donne, che si ritrovano pure qui in un ambiente che le sessualizza e a cui devono adeguarsi se vogliono sperare di avere degli sponsor. E mentre c’è chi si arruola in polizia (gruppo sportivo) per arrampicare su plastica, io fuggo altrove. Nello specifico: sottoterra. 

Un’obiezione che mi viene fatta quando ne parlo o scrivo è quella che pure il mondo della speleologia potrebbe essere “invaso”. Ammetto che l’evenienza mi preoccupa, ma al tempo stesso mi rassicura pensare che sia un’attività troppo poco “divertente” per diventare di massa. Un giro nelle grotte turistiche, piene di concrezioni enormi, illuminate e con percorsi brevi e liberi dal fango, è il massimo che la maggior parte delle persone potrebbe sopportare. Ma che c’entra con l’esplorazione speleologica tanto quanto una salita in funivia con una scalata su una parete nord: quasi nulla. 

Esplorare le grotte è un lavoro ingrato,

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