(da Il mare, prossima silloge)

È scivolo, ma è anche cerchio. È oceano,
ma è anche imbuto. Ci avviluppa tutti,
ma alcuni restano a riva. Lo vedono,
ma non guardano. O lo guardano, ma non vedono.
Hai scritto una poesia solo battendo gli occhi,
ma non è stata scritta e nessuno la legge, nemmeno
io con il mio amore né vestito né nudo,
né a cavallo né a piedi, né solo né accompagnato.
E sì che ho imparato a leggere da piccolo,
quand’ero grande, quando avevo le idee
ma non la realtà e oggi che ho la realtà
le idee costano. Costano caro salato.
Vorrei un tuo bacio. Ma se uno bacia non parla.
E sicuramente il cielo incombe su tutti,
ma da lontanissimo. Chi vorrebbe raggiungerlo
sta ancora viaggiando.

Attraversato il mare, i ricordi
vagano sulla pineta del tempo
senza sapere su che anno posarsi.
Quel che abbiamo vissuto è tutto vero,
e per questo ogni scena è indistinguibile
dalle altre. Tutto è ugualmente vivido,
meticolosamente marezzato:
così in una mattinata di vento
sul ponte di una vedetta SAR
tutto si riflette punto per punto
sull’intera faccia d’oro o d’argento
di una metallina, per un momento ac-
cecandoci, quella volando via
sul sazio sul miracoloso mare.

Tutto è sempre diverso dalla morte –
la morte unica vera frontiera.
Tutto spicca, a confronto del nulla e
di tutte le sue traslitterazioni:
di Dio, della Giustizia, della Pace,
del nostro Amore che in fondo è di tutti,
della Bellezza, dell’Arte perfino,
che con i suoi effetti di realtà
ne attesta l’irraggiungibilità.
Tutto il passato (questo tenue refe
che ci rammenda) è un solo ciuffo d’aghi,
sempre lo stesso, biforcuto e verde,
per tutta la pineta fiammeggiante.

Volano veloci più in alto. Fanno
ritorno alla casa della memoria.
Cercano il sonno appesi alle capriate.

Popolo, 1939

Fascio
di ondulazioni litoranee
numerose, armoniose

Tracciamento eseguito
da un Augusto Toschi
allarmato

per la minaccia di cicloni, nubifragi
trombe d’acqua e d’aria, nebbie
distruzioni involontarie

ma anche di potenti mezzi d’insidia
fucili automatici, attrezzi ed appostamenti

che lasciano poche probabilità di scampo

data la totale mancanza
di territori anche di breve estensione
che servano da estremo rifugio

ai perseguitati migratori
dopo le sorvolate marine…
Ammette

che con questi sistemi
l’apporto carneo sul mercato
è notevole ai fini autarchici

ma aggiunge che attingere
senza ritegno né misura
alle masse migranti

che transitano sul nostro paese
vuol dire attingere alla stessa ed alla sola
fonte che ci alimenta

Anche gli uccelli, scrive, hanno una patria
Non sono di nessuno
, scrive, ma sono “nostri”
– e per ora è tutto

L’anno dopo è in Etiopia
a uccidere e preparare
abbondante e prezioso materiale scientifico

migliaia e migliaia di Fenicotteri che formavano una larga fascia
bianco-rosa, un esercito di Pernici del deserto, un’immensa nube
che oscurava la zona sottostante, una vera Arca di Noé

per poi finire prigioniero in Kenya
mentre sull’Italia già sciamano
nella notte

le Fortezze Volanti

Volevo scrivere una poesia
Invece come un bambino ho solo
mostrato un disegno