Quando arriva la Pasqua, in ambito musicale si pensa subito alle maestose Passioni bachiane, ma non di solo Bach si pasce lo sterminato repertorio di composizioni sacre. Nella prima metà del Settecento erano fioriti in Germania due tipi principali di oratorio: uno era la Passione liturgica con testo biblico e poesia interpolata, sviluppatasi durante la metà del secolo precedente; l’altro era il più recente Passione-Oratorio con testo in gran parte, se non del tutto, poetico.
Di questo secondo tipo il letterato principale fu un personaggio enigmatico e contraddittorio, Barthold Heinrich Brockes: nato ad Amburgo nel 1680 da una ricca famiglia di mercanti, era un ometto grasso e vanitoso, che fu considerato in tutta la Germania della sua epoca come un poeta e un traduttore di enorme talento. Studiò giurisprudenza all’università di Halle, uscendone nell’anno in cui vi entrò George Friedrich Händel e, dopo un periodo di tirocinio presso il Tribunale supremo di Wetzlar, viaggiò in Italia, Svizzera, Francia e Olanda, per tornare infine, nel 1704, ad Amburgo, dove si consacrò ai suoi prediletti studi poetici, scientifici e artistici. Nominato senatore nel 1720, gli furono affidate varie missioni diplomatiche a Vienna, Copenaghen, Berlino e Hannover e nel 1735 venne eletto, per sei anni, podestà del distretto di Ritzebüttel.
Come letterato, la sua opera principale, che esercitò una notevole influenza sullo svolgimento della poesia classica tedesca, è Irdisches Vergnügen in Gott (pubblicata in nove volumi ad Amburgo tra il 1721 e il 1748), una raccolta di poesie in cui Brockes cantò le stagioni, gli elementi, la natura ritratta nelle infinite variabili della sua bellezza e presentata quale generoso dono di un benevolo Creatore. L’opera, così concepita, alimentò una positiva percezione della realtà terrena dopo un lungo periodo dominato dal pessimismo secentesco, incline a coglierne soltanto la dimensione più effimera e peritura. Tuttavia, la fama per Brockes era giunta da tempo, precisamente da quando, dopo aver tradotto in tedesco poesie francesi e italiane (in particolare, si ricorda la sua versione in tedesco della Strage degli innocenti di Giovan Battista Marino) volle cimentarsi nella scrittura di versi originali, il cui primo frutto fu, per l’appunto, un oratorio sul racconto della Passione intitolato Der für die Sünden der Welt gemarterte und sterbende Jesus (“Gesù che ha sofferto ed è morto per i peccati del mondo”).
Edito per la prima volta nel 1712, il testo ebbe una popolarità immediata e un grande impatto sui compositori del tempo, venendo giudicato unanimemente come insuperabile
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