Il prossimo 25 giugno Anthony Bourdain avrebbe compiuto settant’anni, se non si fosse tolto la vita nel 2018, in un albergo francese. Il più bel coccodrillo in morte del leggendario chef newyorkese lo scrisse David Simon – il creatore di The Wire e di The Deuce, tra i nomi fondamentali della serialità contemporanea – sul suo blog «The Audacity of Despair»: si intitolava semplicemente Tony e conteneva la storia di come uno dei cuochi più popolari di sempre fosse diventato consulente e coautore di interi archi narrativi di uno dei capolavori seriali del terzo millennio. 

Simon, ex reporter di cronaca nera, ha spesso firmato con le sue serie affreschi corali e complessi di città statunitensi: per The Wire era Baltimora, per The Deuce la New York anni Settanta e Ottanta, e poi c’è Treme, struggente e stratificato ritratto della New Orleans post-uragano Katrina, durato quattro stagioni per un totale di trentasei episodi, prodotto (come ogni titolo di Simon) da HBO e rimasto incredibilmente inedito in Italia per anni (è andato in onda negli Usa tra il 2010 e il 2013), finché l’arrivo della piattaforma streaming HBO Max non l’ha recentemente reso disponibile anche da noi. 

Treme racconta

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